L'incastonatorua dell'anello di fidanzamento

L’anello di fidanzamento: l’incastonatura

Quando si decide di acquistare un anello di fidanzamento è possibile impreziosirlo con l’incastonatura di pietre preziose. L’incastonatura non è altro che un supporto adagiato sull’anello che accoglierà la pietra. Ci sono diversi tipi di incastonatura, ognuna con determinate caratteristiche:

  • Incastonatura a castone: in questo caso la pietra viene adagiata in un incavo costituito da un colletto metallico che “abbraccia” la gemma.
  • Incastonatura a griffes: è, probabilmente, quella più usata. La pietra viene collocata su una corona fatta di punte metalliche che formano una base a forma di cestino.
  • Incastonatura a grani: vengono effettuati dei “buchi” nella fascia nei quali vengono inserite le pietre o la pietra. In questo caso, le pietre non escono fuori dalla superficie della fascia.
  • Incastonatura a binario: le pietre vengono incastonate una vicino all’altra all’interno di un binario
  • Incastonatura a grappolo: in questa montatura vi è una gemma centrale e tante altre piccole pietre che la circondano.

Pietre preziose: quali scegliere?

Da sempre considerati i migliori amici delle donne, i diamanti non sono però alla portata di tutti. L’alternativa è scegliere gemme meno costose ma ugualmente belle che possono adornare un anello di fidanzamento e renderlo bellissimo. Ad esempio, il topazio è una pietra abbastanza rara, presente in natura nelle colorazioni giallo, marrone, verde, trasparente, viola e rosso. Nei tempi antichi il topazio simboleggiava la castità e veniva donato alla donne in procinto di sposarsi come buon augurio di lunga felicità matrimoniale.

Il lapislazzuli è una pietra che si presenta in una tonalità blu intenso. Si ritiene che questa pietra scacci via i cattivi pensieri e ristabilisca la serenità. Inoltre, stimola l’intuizione e favorisce le buone decisioni.

Lo zaffiro, invece, è una pietra che si può trovare in diverse varianti di colore, dal blu fino al rosso, e simboleggia la saggezza e dona felicità e prosperità a chi lo indossa. Il nome deriva dall’ ebraico “sappir” , ovvero “la cosa più bella”, questa pietra può anche essere ricreata sinteticamente in laboratorio. Solo un’attenta analisi può rivelare la differenza da una gemma naturale e una sintetica.

L’ametista è un quarzo, che rafforza la memoria e l’autostima. Il suo nome deriva dal greco améthystos” che significa “non intossicante. La leggenda narra che Ametista era una ninfa dei boschi e che Bacco, dio del vino, se ne era perdutamente innamorato. Per sottrarsi dalle avances del dio, la ninfa si rivolse a Diana, che la trasformò in una pietra. Allora Bacco, per vendicarsi, cosparse di vino la pietra, che assunse il caratteristico colore violaceo.        

Lo smeraldo è una pietra, simbolo di rinascita, caratterizzata da un profondo colore verde.

L’acquamarina, come suggerisce stesso il nome, è una pietra contraddistinta da una colorazione azzurro chiaro. Aiuta a ridurre lo stress e contribuisce alla formazione di pensieri positivi. E’ la pietra dei marinai e dei viaggiatori.

La scelta della pietra da incastonare sull’anello è davvero un compito arduo ma, in ogni caso, deve essere fatta seguendo i propri gusti e la propria personalità. Se, poi, non si hanno le idee chiare è utile dare un’occhiata a portali specializzati in materia, come www.glamira.it dove un team di esperti e un’assistenza qualificata potrà fornire tutte le informazioni necessarie per procedere all’acquisto.

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